Un anno fa
“Abbiamo tempo per decidere. Nel frattempo viviamo di speranza e di tisana.”
- Raymond Queneau
E grazie al Commissario di Bordo della M/N Trinacria. Donna rara.
Lei…
…Che quando ti guarda, ti fa sentire l’uomo più bello del mondo.

Mitzy - The Lady
Morte cerebrale
[ATTENZIONE: intervento scritto in maiuscolo]
CRICK – LEVATI QUEL SORRISO DEL CAZZO DALLA FACCIA
CROCK – TORNA DA TUO FRATELLO EARL
CRICK - SMETTILA DI RIEMPIRTI LE ORECCHIE E GLI OCCHI DI COSE MIE
CROCK – FAI SPARIRE PURE LE TUE CAGATE, TANTO LE HO GIA’ LETTE
CRICK – LO SAI, L’HAI SEMPRE SAPUTO E CONTINUI A NON ACCETTARLO
CROCK – SEI SOLO LA PROTESI DEL FONDO DI BOTTIGLIA DI UNA BIRRA ANALCOLICA
CRICK – NON MI SONO ANCORA STANCATO
CROCK – NON SARA’ TUTTO ROSE E FIORI
Ok, tanto queste frasi non le ripeterò più.
20 luglio 2009 – 21.11
La Luna mi è contro
La birra mi è in corpo.
Ululerò allo specchio
De-generation
Sono ormai tre giorni che sto bevendo. Ora basta… Fino a martedì.
My de-generation
Letture fuorvianti e modellatrici di personalità meravigliose
Their de-generation
Fili di spago fradicio che tengono persone unite
Our de-generation
Gente mai cresciuta che freme per una vita che non potrebbe mai sostenere
Your de-generation
Spirale.
Waka Inoue

Waka Inoue
Altro che..cosa là, come si chiama?
Seh vabbè, non pigliamoci per il culo.
Sogni e ricorrenze
Ancora mi riecheggiano nella testa le note di Dos Gardenias danzata goffamente ieri sera al concerto dell’orchestra Buena Vista Social Club.
Una notte tranquilla cullata da un gelato alla panna cotta e dal rumore del ventilatore che mi ha fatto da ninna nanna facendomi tuffare in un mondo di sogni troppo sogni per non essere consapevoli, nel momento stesso in cui li si vive, che non si tratta di realtà.
E si fa l’amore lassù nella Land of Nod mentre l’estate scivola via distante da essa.
“Cosa c’è in un nome?”, si chiedeva Giulietta. La birra che sta scendendo nel mio stomaco mi trattiene dal vomitare il veleno contenuto nella risposta. Mi limito a dirle che dipende dal nome, ma se la piangesse altrove la sua miseria.
Ed è passato quasi un altro anno ormai.
Banjo?
Seeds
Si, sono tutti semi che spargo in giro per il mondo. Certo, in senso platonico.
Se mi guardo alle spalle, in un angolo sul Jersey Side, posso vedere capelli che crescono come i miei e che vengono poi tagliati poichè non hanno la stessa radice ideologica che hanno i miei; note che mi vedono maestro di qualcosa che non ho mai voluto insegnare se non con l’esempio.
Se invece mi guardo sotto i piedi, qui, riesco a sentire i miei semi sparsi anonimamente crescere in punti per nulla equidistanti: la bellezza di fare del bene per non ricevere nulla in cambio, qualsiasi sia il tipo di bene che si faccia. Siano essi i gelati che ho fatto mangiare, siano esse le canzoni che ho fatto conoscere, posso solo sperare che abbiano fatto del bene.
Dicono che nel Jersey vada tutto bene, ma è troppo lontano da me per poterlo riscontrare di persona. E qui? Nemmeno ci riesco, pur avendolo a portata di mano. I sorrisi sono amari e la luce nello sguardo è fioca. Può darsi che sia un mio problema di cecità o di occhiali sporchi (fottute lenti antiriflesso), ma quello che volevo fare l’ho fatto e quello che volevo dire l’ho detto. Chi ha deciso di piantare i miei semi e di farli crescere per conto proprio sono affari suoi, non cerco vassalli. E la mia benedizione ce l’hanno.
Synty tapporauta \m/





